
Dott. François LECHANOINE
Neurochirurgo Senior Consultant, specialista in chirurgia Cerebrale, Vertebrale mini invasiva e pediatrica, presso il Maria Cecilia Hospital di Cotignola, il Piccole Figlie Hospital di Parma e la Domus Nova di Ravenna, ospedali di alta specialità, accreditati S.S.N. e convenzionati con la maggior parte dei circuiti assicurativi internazionali.
Segreteria: aperta da Lunedì al Venerdì dalle 09:30 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00
L’adenoma ipofisario è un tumore benigno, che colpisce l’ipofisi e in particolare la sua parte anteriore (adenoipofisi). Non sono stati accertati fattori di rischio precisi, a eccezione della familiarità. Per comprenderne le possibili conseguenze, vale la pena conoscere il ruolo dell’ipofisi nel nostro organismo.
L’adenoma dell’ipofisi viene generalmente trattato chirurgicalmente tramite endoscopia endonosale.
L’ipofisi è una ghiandola endocrina di piccole dimensioni: misura infatti meno di 1 centimetro di diametro. È situata all’interno del cranio e contenuta in una sella ossea (“sella turcica”), localizzata dietro il naso e tra gli occhi. È costituita da due sezioni, una anteriore (adenoipofisi) e una posteriore (neuroipofisi).
Sebbene la sua struttura faccia pensare a una ghiandola di poco rilievo, l’ipofisi è in realtà l’equivalente di un direttore d’orchestra: gli ormoni che secerne stimolano a loro volta l’attività di altre ghiandole, influendo così sulla regolazione del metabolismo del nostro corpo, della sua crescita e della riproduzione.
Per questo, se una delle linee ormonali ipofisarie è interessata da un particolare disturbo, ne possono derivare patologie potenzialmente molto serie. L’ipofisi può infatti essere colpita da lesioni di vario tipo, in maggioranza benigne, di cui l’adenoma ipofisario è la più comune.
Quando si forma un adenoma ipofisario, si assiste allo sviluppo anomalo di una parte dell’ipofisi e delle sue cellule. Esso può secernere ormoni (secernente) oppure no (non secernente). Al di sotto di un diametro di 1 centimetro, si parla di microadenoma ipofisario; superato il centimetro, si tratta di macroadenoma ipofisario. Dimensioni, localizzazione e stato secernente o meno determinano le possibili conseguenze:
Non è scontato che l’adenoma ipofisario si manifesti con sintomi riconoscibili: al contrario, è possibile che venga identificato in maniera fortuita, durante esami diagnostici eseguiti per altre ragioni.
Fra i sintomi più diffusi soprattutto in caso di macroadenoma sono compresi: cefalea, offuscamento della vista, alterazione del campo visivo. In caso di macroadenoma particolarmente invasivo, possono presentarsi anche disorientamento, vomito, sonnolenza, bulimia e diabete insipido (che non è legato al metabolismo degli zuccheri, ma alla mancanza dell’ormone vasopressina).
Altri sintomi, dovuti alla perdita di funzionalità da parte dell’ipofisi, possono essere problemi mestruali e secrezione mammaria nelle donne, alterazioni nel viso, nelle mani e nei piedi, ipertensione, diminuzione della libido, sterilità sia femminile che maschile, sudorazione, pelosità aumentata, gigantismo in bambini o adolescenti, fragilità della pelle, smagliature, osteoporosi.
Come si è accennato, la diagnosi di adenoma ipofisario non è semplice. Il paziente deve illustrare il più rigorosamente possibile i propri sintomi e l’eventuale presenza in famiglia di casi simili. Sulla base dei dati, il medico può prescrivere esami del sangue e delle urine per analizzare i livelli ormonali e in seguito una TAC e una risonanza magnetica per rilevare eventuali lesioni. Se inoltre i sintomi coinvolgono il campo visivo, si rende necessario un esame di valutazione della vista.
Affrontare questa patologia è quindi un gioco di squadra, in cui ogni soggetto coinvolto è essenziale:
– il paziente, che è sempre al centro di tutto il processo con la sua storia personale e clinica
– il medico curante che ha un importante ruolo di coordinamento
– l’endocrinologo, referente per diagnosi, controllo e trattamento della patologia
– il neuroradiologo, esperto nello studio diagnostico del sistema nervoso
– l’oculista, punto di riferimento per screening, diagnosi e controllo dei disturbi oculari
– il neurochirurgo, che tratta la patologia attraverso l’asportazione chirurgica
https://www.youtube.com/watch?v=ADmigrL3oeM&list=TLGG_InosQ2SvPYwNTEyMjAyMg&ab_channel=Medicina365 Intervista per il Programma Eccellenze Italiane, condotto da Nina Sicilia, su Odeon TV – Canale Nazionale 163. A luglio 2022 è stata introdotta in Italia, dal Dott. François Lechanoine – neurochirurgo del Maria Cecilia Hospital (Ravenna) – una tecnica
Neurochirurgo Senior Consultant, specialista in chirurgia Cerebrale, Vertebrale mini invasiva e pediatrica, presso il Maria Cecilia Hospital di Cotignola (RA), GVM Care & Research, ospedale di alta specialità, accreditato S.S.N. e convenzionato con la maggior parte dei circuiti assicurativi internazionali.
Segreteria 348 916 3317
Aperta da Lun a Ven dalle 09:30 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00
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